I risultati dei test che abbiamo svolto dopo le gare in Sud America, in particolare in Germania ad Oschersleben, mi hanno molto soddisfatto perché hanno ribadito la validità del lavoro di affinamento degli assetti su cui abbiamo lavorato in passato a Granada ed in parte anche a Valencia. In condizioni da gara la nostra Lacetti è veloce, ed oltre al buon ritmo siamo stati in grado di ottenere anche prestazioni valide in assoluto. A Valencia il mio compagno Alain Menu quando ha provato col fresco al mattino è stato il più veloce, io stesso ad Oschersleben, che pure è un tracciato che non è certo tra i miei preferiti, ho ottenuto un bel tempo, battuto solo dalla Seat di Yvan Muller a fine giornata. In poche parole non vedo motivo per cui ancora una volta a Valencia non debba ottenere un bel risultato, come in passato. La pista mi piace, la nostra Chevrolet va bene, l’unica incognita sono il tempo, che si prevede capriccioso, ed ovviamente gli avversari che non staranno a guardare. La nuova Honda sarà una scoperta, la BMW in Spagna cercherà di rifarsi delle delusioni del Sudamerica e poi tutti sappiamo quanto ci tenga la Seat a far bella figura in casa. La Federazione è intervenuta di recente sul regime massimo di rotazione dei motori turbodiesel limitandoli, ma non c’è da scordare che in passato le Leon sono sempre andate bene sul Circuito Ricardo Tormo anche quando non avevano ancora il diesel, e forse questo provvedimento influirà più su piste con allunghi come Monza che in tracciati come Valencia dove si passa molta parte del giro nel misto. In ogni caso ormai c’è da aspettare solo poche ore per capire i rapporti di forza in campo, invece di scervellarsi con le ipotesi
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